martedì 28 ottobre 2014

COSTA DIADEMA






Impostata il 10 dicembre 2012 sul bacino dello stabilimento, la sua entrata in servizio è prevista per il 30 ottobre 2014.

Come da tradizione, quando entrerà in servizio, essendo la nave più moderna, Costa Diadema assumerà il ruolo diammiraglia della flotta, scalzando Costa Fascinosa (entrata in servizio il 5 maggio 2012) da tale posizione.

il 15 novembre 2013 è avvenuto il varo tecnico presso lo stabilimento Fincantieri di Marghera. Il 30 ottobre 2014 verrà effettuato il varo in pubblico e il 1º novembre partirà la crociera Vernissage con partenza da Trieste. Il 7 novembre la nave verrà battezzata nel porto di Genova.

Nella notte, dopo il battesimo, la nave salperà alla volta di Savona da dove, l'8 novembre, inizierà il primo dei tre viaggi inaugurali.

Sei ristoranti e una pizzeria. Una gelateria, tre bar, una vinoteca e una birreria.
 Un casinò, un teatro e un labirinto. Una discoteca e un’area concerti.
 Un cinema 4d, una sala giochi, un simulatore di auto da gran premio. Un centro commerciale,
 tre piscine, un centro benessere e un parco divertimenti.
 Non è uno scioglilingua: è quello che a partire dal prossimo 8 novembre la nuovissima Costa Diadema offrirà ai suoi 4mila passeggeri.
 Un’esagerazione? Non potrebbe essere altrimenti, spiega il capitano Massimo Callisto Garbarino dall’alto dei suoi 35 anni di carriera:
 “La tendenza è questa, nel mondo delle crociere. Si va sempre meno verso l’esclusività e sempre più verso una vacanza personalizzabile, dove il passeggero può scegliersi orari, esperienze e attività senza dover seguire uno schema predefinito“.
Per qualcuno, tutto ciò si traduce in una parola sola: complessità. “È come un gigantesco puzzle a incastro“, 
ripete Ruggiero Rizzo, Site Manager del progetto, mentre mi spiega come viene alla luce un villaggio vacanze galleggiante.
 Insieme al quasi coetaneo Tomaso Macchi (hanno rispettivamente 34 e 33 anni), che ricopre il ruolo di Lead Project Engineer, 
Ruggiero fa parte del team tecnico. La squadra di 40 elementi, tra architetti e ingegneri, che dai due faldoni e dai circa 50 disegni del progetto iniziale ha portato la Diadema a essere quello che è: la nave più grande e più ambiziosa della sua flotta. L’ammiraglia.
“Le fasi sono tre“, riassume Tomaso mentre intorno a noi gli operai stringono le ultime viti,
 “prima i singoli componenti vengono preparati e collegati a terra, quindi in cui si congiunge tutto in bacino.
 A quel punto la nave viene fatta navigare fino alla banchina per l’allestimento delle diverse aree indicate nel contratto“.
 Per fare tutto, non ci vogliono meno di venti mesi. Nel caso della Diadema, i tempi non erano così stretti: si è lavorato per tre anni,
 qui nello stabilimento Fincantieri di Marghera. Due anni di montaggio della struttura e uno di allestimento degli spazi. 
Col coinvolgimento di fino a 1800 persone al giorno. “L’ideale, per ridurre i costi, è fare il più possibile nella prima fase.
 Ma questo comporta dei rischi: più i blocchi che prepari sono grandi, più ti costerà modificarli se in bacino non combaciano come dovrebbero“, 
mette in guardia l’ingegnere capo. Un’altra sfida è quella della logistica.
 E da come Tomaso sgrana gli occhi mentre ne parla, si intuisce che è una grande sfida: 
“Quando vedi quanta roba dobbiamo imbarcare, impazzisci. Ci abbiamo messo un mese solo per le sedie.
 E quattro mesi per i materassi“. Il punto è che il progetto iniziale è modellato sulle esigenze che avrà la nave in servizio, 
non su quelle di chi la allestisce. Così, se ad esempio devi caricare una scultura che andrà su di un determinato ponte, 
ma per quel ponte non è previsto un accesso dall’esterno, ti tocca farla entrare da un’altra parte e portarla a spasso per la nave
 fino a destinazione. Sperando che il posto dove deve andare sia adatto al suo peso, altrimenti tocca anche provvedere ai rinforzi strutturali.
Se pensate che costruire una nave non sia diverso dal costruire un complesso alberghiero, non avete tenuto conto delle limitazioni: 
logistiche, di accesso e soprattutto spaziali, visto che i metri sono quelli e non si scappa. Ma avete dimenticato anche che una nave si muove. 
Grazie a motori capaci di spostare 132.500 tonnellate (la stazza della Diadema, appunto). “Tutto quello che montiamo deve assorbire il rumore e le vibrazioni“,
 conferma Ruggiero. Che mi regala anche un numero interessante: 15mila. Tante sono le ispezioni che una nave così subisce durante il montaggio:
 “Perché ogni spazio ha le sue specifiche da rispettare. Puoi mettere un certo tipo e un certo numero di sedie all’esterno ma non all’interno.
 Un negozio che vende profumi deve essere allestito in modo diverso rispetto a un negozio che vende altre merci“.

Al contrario di quanto si potrebbe pensare, le simulazioni al computer non hanno un ruolo determinante.
 Racconta ancora Ruggiero: “Dal punto di vista tecnico, si procede per mock-up, più che in virtuale.
Ogni spazio è stato prima realizzato in scala per studiare come posizionare i vari elementi, dagli attacchi delle lampadine al passaggio dei cavi“.

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