lunedì 20 ottobre 2014

Servizi ai mega-yacht, la scommessa ligure

Genova - «L’Italia deve riavvicinare la nautica professionale invece di fare di tutto per mandarla via», afferma Alberto Amico, presidente del cantiere genovese Amico & Co, specializzato in interventi sui grandi yacht. Amico, in partnership con l’agenzia marittima Pesto Sea Group e con la partecipazione di altre imprese, italiane e internazionali, che offrono prodotti e servizi per le imbarcazioni di grandi dimensioni, come Alewijnse, Amico Loano, Boero Yacht Coatings, Cambiaso Risso, Sat@Sea e Penisula Petroleum, ha organizzato in questi giorni la seconda edizione di “The Italian Job”, che si tiene fino a domenica a Alassio e Garlenda. L’obiettivo è far incontrare domanda e offerta dell’industria dei grandi yacht invitando in Liguria promotori, comandanti, manager e armatori di yacht dai 40 a i 100 metri di lunghezza. Si tratta di imbarcazioni che spesso non si distinguono dalle piccole navi da crociera e che creano un indotto consistente intorno ai porti dove attraccano. Dopo le 140 presenze della prima edizione, quest’anno si conta di arrivare a duecento ospiti, al 95% provenienti dall’estero. «Vogliamo - spiega Amico - riproporre questo evento anche in futuro e farlo diventare un appuntamento annuale. L’Italia ignora il mercato nautico professionale, che è diverso dal diporto locale e non riguarda neanche l’industria che produce gli yacht. In Italia il settore dei servizi ai grandi yacht non viene considerato».
“The Italian Job”, come spiega una nota degli organizzatori, «si propone non solamente come occasione di contatto business-to-business, ma anche come strumento di marketing territoriale, dando l’opportunità agli ospiti di sperimentare le eccellenze della Riviera ligure in termini di accoglienza e di turismo». È un’opportunità che gli organizzatori sperano possa essere colta nelle prossime occasioni anche dalle amministrazioni pubbliche per promuovere le competenze presenti in Liguria e favorire anche l’indotto. «Lo scorso anno - ricorda Amico - la prima edizione ha ottenuto grande successo con entusiastiche espressioni di apprezzamento tra i nostri ospiti. Quest’anno abbiamo offerto la possibilità di partecipare a un numero maggiore di comandanti e di società di management e abbiamo ulteriormente migliorato il programma di attività e di intrattenimento. In tutto avremo circa 200 ospiti». L’imprenditore sottolinea che si tratta di un evento soprattutto di carattere sociale, anche se offre l’occasione per scambiarsi contatti. La location, non lontano dalla frontiera francese, non è scelta a caso: «In Francia sono stanziali molti di coloro che abbiamo invitato», spiega Amico, non senza una punta di amarezza per le differenze che spingono molti operatori a scegliere i porti d’oltralpe invece che quelli italiani. «Eppure - prosegue - in Liguria abbiamo quelle attività, come campi da tennis, da golf, gastronomia eccetera in cui l’Italia ha capacità maggiori che altri paesi. La nostra iniziativa vuole far capire che esiste un sistema che potrebbe funzionare. Ma il sistema lo creano le imprese private, che devono imparare a lavorare insieme. Questa iniziativa è un esempio di quello che si può fare. Pensare di fare marketing da soli è sbagliato e porta risultati limitati». Cifre fresche sul settore dei servizi ai grandi yacht in Italia non ce ne sono. L’ultimo studio è di sette anni fa, anche se Amico dice che ne sta preparando uno nuovo. «Ma basti pensare che l’indotto della nautica professionale nel solo tratto fra Mentone e Golfe Juan, in Costa Azzurra, è maggiore di quello di tutta la costa italiana da Ventimiglia a Trieste».

Nessun commento:

Posta un commento